Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l'adeguamento sismico degli edifici
Aggiornata al 15/01/05
Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica
Cap 3.1 Categorie del suolo di fondazione
Cap 3.2. Calcolo dell'azione sismica
1 Oggetto delle norme
Le presenti norme disciplinano la progettazione e la costruzione di nuovi edifici soggetti ad azioni sismiche, nonché la valutazione della sicurezza e gli interventi di adeguamento su edifici esistenti soggetti al medesimo tipo di azioni.
Lo scopo delle norme è di assicurare che in caso di evento sismico sia protetta la vita umana, siano limitati i danni e rimangano funzionanti le strutture essenziali agli interventi di protezione civile.
Le considerazioni di carattere generale, nonché le indicazioni relative all'azione sismica, di cui al capitolo 3, possono essere utilizzate come riferimento in quanto appplicabili, per la progettazione di strutture diverse dagli edifici, qualora non sia disponibile una norma specifica.
In aggiunta alle prescrizioni contenute nelle presenti Norme, le strutture devono soddisfare le prescrizioni contenute nella normativa vigente relativa alle combinazioni di carico non sismiche.
3. Azione Sismica
3.1. Categorie del suolo di fondazione
Ai fini della definizione della azione sismica di progetto si definiscono le seguenti categorie di profilo stratigrafico del suolo di fondazione (le profondità si riferiscono al piano di posa delle fondazioni, i valori da utilizzare per Vs, NSPT e Cu sono valori medi):
- Formazioni litoidi o suoli omogenei molto rigidi
- Depositi di sabbie o ghiaie molto addensate o argille molto consistenti
- Depositi di sabbie e ghiaie mediamente addensate, o di argille di media consistenza
- Depositi di terreni granulari da sciolti a poco addensati oppure coesivi da poco a mediamente consistenti
- Profili di terreno costituiti da strati superficiali alluvionali
3.2. Calcolo dell'azione sismica
3.2.1 Zone Sismiche
Ai fini dell'applicazione di queste norme, il territorio nazionale viene suddiviso in zone sismiche, ciascuna contrassegnata da un diverso valore del parametro ag = accelerazione orizzontale massima su suolo di categoria A (definito al punto 3.1), con probabilità di superamento del 10% in 50 anni. I valori di ag, espressi come frazione dell'accelerazione di gravità g, da adottare in ciascuna delle zone sismiche del territorio nazionale sono, salvo più accurate determinazioni, che possono portare a differenze comunque non superiori al 20% dell'accelerazione per le zone 1 e 2 e non superiori a 0.05g nelle altre zone:
| Zona | valore di ag |
| 1 | 0,35 g |
| 2 | 0,25 g |
| 3 | 0,15 g |
| 4 | 0,05 g |
3.2.2 Descrizione dell'azione sismica
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3.2.3 Spettro di risposta elastico
Lo spettro di risposta elastico è costituito da una forma spettrale (spettro normalizzato), considerata indipendente dal livello di sismicità, moltiplicata per il valore della accelerazione massima (ag S) del terreno che caratterizza il sito.
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| Categoria suolo | S | TB | TC | TD |
| A | 1,00 | 0,15 | 0,40 | 2,0 |
| B, C, E | 1,25 | 0,15 | 0,50 | 2,0 |
| D | 1,35 | 0,20 | 0,80 | 2,0 |
...(Omissis)...
| Categoria suolo | S | TB | TC | TD |
| A, B, C, D, E | 1,00 | 0,05 | 0,15 | 1,0 |
...(Omissis)...
Gli spettri sopra definiti potranno essere applicati per periodi di vibrazione che non eccedono 4,0 sec. Per periodi superiori lo spettro dovrà essere definito da appositi studi.
Nei casi in cui non si possa valutare adeguatamente l'appartenenza del profilo stratigrafico del suolo di fondazione ad una delle categorie di cui al punto 3.1, ed escludendo comunque i profili di tipo S1 e S2, si adotterà in generale la categoria D o, in caso di incertezza di attribuzione tra due categorie, la condizione più cautelativa.
3.2.4 Spostamento e velocità del terreno
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3.2.5 Spettri di progetto per lo stato limite ultimo
Ai fini del progetto, le capacità dissipative delle strutture possono essere messe in conto attraverso un fattore riduttivo delle forze elastiche, denominato fattore di struttura q. L'azione sismica di progetto Sd(T) è in tal caso data dallo spettro di risposta elastico di cui al punto 3.2.3, con le ordinate ridotte utilizzando il fattore q. I valori numerici del fattore q vengono definti in funzione dei materiali e delle tipologie strutturali, come indicato nella successiva parte C delle presenti norme.
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...omissis... . Si assumerà comunque Sd(T) >= 0,2 ag.
A meno di adeguate analisi giustificative, lo spettro di progetto della componente verticale dell'azione sismica è dato dalle seguenti espressioni, assumendo q = 1,5 per qualunque tipologia strutturale e di materiale:
...(Omissis)...
3.2.6. Spettro di progetto per lo stato limite di danno
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3.2.7. Impiego di accelerogrammi
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